Palazzo Thiene

Il nostro spazio a Vicenza è a Palazzo Thiene: due bellissime sale che si aprono sul loggiato al piano terra, concesse dal Comune di Vicenza nell’ambito di un accordo di paternariato speciale (art. 134. secondo comma del Codice dei contratti pubblici – D. Lgs 36/2023)

Palazzo Thiene è dal 2021 è proprietà del Comune di Vicenza ed è parte del sistema museale della Città. Il Palazzo è patrimonio Unesco dal 1994. 

https://www.comune.vicenza.it/Vivere-il-comune/Luoghi/Le-Gallerie-di-Palazzo-Thiene

«Il 10 ottobre 1542 Marcantonio Thiene di Giangaleazzo si accordava, anche a nome del fratello Adriano, con i “maestri muratori” Guglielmo e Giovanni da Vercelli relativamente alla costruzione di un suo edificio: testimone Andrea Palladio. Stando alle tavole e al testo dedicati dal Palladio al Palazzo (nei Quattro Libri dell’Architettura), demoliti i preesistenti palazzi quattrocenteschi dei Thiene in contra’ Porti e numerose abitazioni minori adiacenti, sarebbe stato qui previsto un grandioso edificio quadrilatero “in isola” limitato da quattro strade della più antica maglia urbanistica del centro storico. […] Non ancora del tutto chiara la genesi del progetto: sull’esclusiva responsabilità palladiana di questa “invenzione” la critica moderna riprende, infatti, alcuni dubbi, già avanzati dallo Scamozzi e confermati (1614) da Inigo Jones, che chiamano direttamente in causa Giulio Romano. […] Giulio era infatti di persona nel successivo dicembre, accompagnatovi dallo stesso Palladio e consultato per le logge del Palazzo della Ragione, probabilmente su segnalazione dei medesimi Thiene. All’architetto veneto, comunque, presto ripartito Giulio e dopo la morte di questo (1547) andrà esplicitamente riconosciuta, ben al di là della direzione esecutiva, la capacità di far rientrare l’opera, pure impostata su più o meno espliciti spunti altrui, entro i precisi parametri del suo stile, inesorabilmente smorzando gli inevitabili toni più accesi della tipica “trasgressiva” esuberanza di Giulio Romano. Della felicità dell’esito fanno fede il sostanziale, inconfondibile equilibrio e la serena compostezza che caratterizzano, in senso chiaramente palladiano, il settore realizzato del palazzo, specie riguardo al primo piano, alla loggia superiore del cortile, all’armoniosa sequenza degli spazi interni. Motivi validi a spiegare, sul piano umano se non su quello della più rigorosa filologia, l’assunzione, da parte di Andrea, del palazzo per i Thiene nel suo trattato del 1570».

Estratto da: Franco Barbieri, Renato Cevese, Vicenza. Ritratto di una città. Angelo Colla Editore, Vicenza, 2004. pp. 469-472