
14 OPERE DALLA COLLEZIONE BONOLLO
Osama Al Rayyan, Ross Bleckner, Roberto Cuoghi, Giuseppe Gabellone, Adam Gordon, Julia Gutman, Jacob Kassay, Steffani Jemison, Jennifer L. Lee, Ernesto Neto, Jorge Pardo, Michael Raedecker, .
a cura di Sandra e Giancarlo Bonollo
Gallerie di Palazzo Thiene, Vicenza
28 maggio / 13 settembre 2026
inaugurazione giovedì 28 maggio 2026 – ore 16.00 / 20.00
Ci sono due modi di intendere e mettere insieme una collezione. Il primo è la profondità: c’è un tema, definito nel suo centro e delineato nei suoi contorni – siano quadri dell’astrattismo post-bellico, cartoline di inizio Novecento, lepidotteri –, la collezione tende all’esaustività, alla completezza (per quanto possibile) e non accoglie oggetti che non facciano parte del progetto: è un sistema chiuso. Il secondo è un sistema aperto: c’è più di un tema e la collezione si produce in un gioco di relazioni, con un montaggio di elementi differenti. Il collezionista in questo caso non procede cercando il pezzo mancante ma piuttosto aggiungendo, ramificando, intrecciando, esplorando, spinto dal desiderio e dalla curiosità.
Ed è appunto la curiosità – “una curiosità inesauribile” – che ha guidato le scelte di Giancarlo e Sandra Bonollo e ha permesso loro la costruzione di una collezione dal respiro internazionale tanto vasta quanto eclettica e sorprendente, aperta ad accogliere ogni linguaggio (pittura, scultura, fotografia, installazione, disegno), in cui si percepisce il piacere della scoperta e della sorpresa; con molte opere di artisti importanti, colti però all’inizio della carriera, con lavori aurorali (per Sandra è “il fiuto da segugio” di Giancarlo).
Ci sono, evidentemente, in questa duttilità, degli elementi che fanno da filo conduttore; non sono elementi formali, di “scuola”, sono piuttosto intellettuali ed emotivi; elementi che riportano spesso a una dimensione di tensione e di inquietudine dello sguardo, a un senso del fantastico (un meraviglioso non realistico e antinaturale, nel senso indicato da Roger Caillois nei suoi studi sul fantastico; un po’ “horror”, dice precisamente e più sinteticamente, Giancarlo) che mostra il desiderio, e la capacità, di guardare oltre la pelle del visibile e di scorgere quello che si muove insondato sotto le apparenze.
La collezione Bonollo è un’opera aperta, nel senso pieno della definizione: un’opera perché è evidentemente un discorso coerente e consapevole; e aperta: perché sempre in fieri; un’apertura che non teme le contraddizioni e i cortocircuiti, le deviazioni e le dissonanze ma che, anzi, accoglie la complessità come un elemento essenziale del proprio procedere e costituirsi come opera.
