Walter Benjamin ha scritto: «Proprietà e possesso appartengono all’ambito del tatto, e sono in certo modo in opposizione all’otticità. I collezionisti sono persone dall’istinto tattile»*. Collezionare però, non significa solamente possedere e toccare ciò che si possiede, perché ogni oggetto collezionato racchiude un mistero e suscita delle domande. Per rispondere alle domande suscitate dagli oggetti, per conoscere e comprendere ciò che tocca e possiede, il collezionista studia.
Questi sono i nostri libri.
Franco Barbieri, Renato Cevese, Vicenza. Ritratto di una città. Angelo Colla Editore, 2004.
Walter Benjamin, I «passages» di Parigi*. A cura di Rolf Tiedemann. Traduzione di Massimo De Carolis. Einaudi, 2010.
Walter Benjamin, La mia biblioteca. Traduzione di Cristina Guarnieri. Elliot, Lit, 2006.
Elio Grazioli, La collezione come forma d’arte. Johan & Levi, 2012.
Roberto Pinto, Artisti di carta. Territori di confine tra arte e letteratura. Postmedia Books, 2016.
Andrea Pomella, Vite nell’oro e nel blu. Einaudi, 2025
Krzysztof Pomian, Collezionisti, amatori e curiosi. Parigi-Venezia XVI-XVII secolo. il Saggiatore, 2007.
Victor I. Stoichita, L’invenzione del quadro. Traduzione di Benedetta Sforza. Il Saggiatore, 1998, 2013.
